sabato 22 ottobre 2016

Le mie recensioni #71 "Il giardino delle mosche" di Andrea Tarabbia *Ponte Alle Grazie*

Il giardino delle mosche - Andrea Tarabbia
Ponte Alle Grazie - settembre 2015
P. 336 - 16.80 €
Andrea Tarabbia è nato a Saronno nel 1978. Ha pubblicato, tra gli altri, i romanzi La calligrafia come arte della guerra (Transeuropa, 2010), Marialuce (Zona, 2011), Il demone a Beslan (Mondadori, 2011), il racconto La ventinovesima ora (Mondadori, 2013) e il reportage La buona morte. Viaggio nell’eutanasia in Italia (Manni, 2014). Nel 2012 ha curato e tradotto Diavoleide di Michail Bulgakov per Voland. Vive a Bologna con la moglie e il figlio.
Buongiorno lettori dal Cuore di carta. Oggi è IL GIORNO.
Nel pomeriggio, alla Libreria Volante, Andrea Tarabbia presenta "Il giardino delle mosche", terzo classificato del Premio Campiello e finalista del Premio Manzoni, il ritratto del male che si rintana nella mente umana, un libro folgorante e per quanto mi riguarda è finora la miglior lettura del 2016.
Cos'è Il giardino delle mosche? E' un esercito formato da 53 (56?) piccole mosche di metallo costruite con minuzia chirurgica dalle mani di Andrej Cikatilo e vogliono rappresentare le 53 (56?) vittime uccise dallo stesso Andrej, colui che dal 1978 al 1990 ha tenuto in pugno un intero paese, l'Unione Sovietica, alla soglia del decadimento degli ideali estremi del comunismo, commettendo omicidi orribili, scegliendo le sue vittime tra bambini, adolescenti e donne, procurando loro morti atroci, accoltellamenti, mutilazioni e atti di cannibalismo.
Il giardino delle mosche racconta la vita del Mostro di Rostov.

"Io ho ucciso ovunque, in ogni posto che appartiene a questo nostro glorioso e infelice Paese: a casa, a Rostov, a Mosca, a Leningrado, a Taskent, a Krasnodar, a Sverdlovsk, a Vladimir. Quasi ogni angolo dell'Unione, fino alle prime avvisaglie dell'Asia, mi ha visto incontrare persone, parlare con loro e fare uso dei loro corpi. In ogni posto io ho aperto la mia borsa degli attrezzi e ovunque ho benedetto questa terra che qualcuno adesso vuole mettere in vendita. Ma io non lo permetterò: anche Cernenko me l'ha chiesto."

L'incipit colpisce duro, si presenta subito per ciò che è, una confessione nuda e cruda, il racconto di una vita, narrata da colui che quella vita l'ha vissuta e usata per dilaniare quella di altre persone, considerate da lui stesso reiette, inutili alla causa, parassiti.
La confessione al Dottor Kostoev, commissario del KGB, nel 1990 dopo l'arresto è un salto nel passato, un Andrej bambino che affronta la guerra, l'invasione tedesca, patisce la fame e la paura della morte, una madre arida, la scomparsa nel nulla del fratello Stephan. 
Subisce violenze e umiliazioni, è un minorato Andrej, un uomo mutilato nel corpo e nell'anima, un plurilaureato sostenitore del comunismo con moglie e due figli, docente nelle scuole, visionario e pluriomicida.
La stanza reale svanisce, il lettore non ha scampo, affianca il serial killer fino alla fermata dell'autobus o alla stazione ferroviaria, osserva la vittima con gli occhi pieni di paura, vorrebbe avvertirla, ma il diritto di replica non gli spetta quindi muto ascolta il killer che con scaltrezza adesca il prescelto e percorre la strada tracciata dall'assassino che conduce nel bosco, la sua dimensione perfetta, dove con urla silenziose assiste impotente alla tortura che si consuma nel fitto della vegetazione
Il narratore conduce il lettore in un viaggio interiore che è l'analisi accurata di una mente psicolabile, ma che nonostante questo ha mantenuto una razionalità e una lucidità impensabili nel raccontarsi senza risparmiarsi, il suo non è pentimento, ma una dichiarazione fredda e cinica dei motivi che l'hanno spinto ad agire assecondando il desiderio di sospendere anima e corpo delle sue vittime tra la vita e la morte, ed essere lui e solo lui a concedere l'ultimo respiro liberandoli dalla sofferenza, raggiungendo l'appagamento di un volgare desiderio.
La genialità di questo romanzo non sta nella storia del mostro di Rostov che già conosciamo, ma sta nella talentuosa penna dell'autore, un coltello dalla lama affilata che infligge un colpo dopo l'altro annullandosi completamente cedendo la parola al protagonista.
La narrazione in prima persona è una corda robusta che avvolge il lettore e lo stringe in una morsa che toglie il respiro e la scrupolosità con cui la voce narrante mostra le due facce della stessa medaglia è disarmante; contrapponendo i soprusi subiti e quelli inflitti tiene in pugno il lettore impiccandolo tra afflizione e rabbia ferocie.
La prosa di Andrea Tarabbia è una seduta di ipnosi che dura tutta la lettura, lo sguardo e la mente restano puntati sul giardino delle mosche come una sorta di persecuzione in bilico tra lo sconcerto per le informazioni che riporta e lo stupore per la scrittura magistrale, e questo fa si che girata l'ultima pagina il lettore sia pervaso da un'infinita stanchezza direttamente proporzionale alla sensazione di pienezza che scaturisce dall'ingegnosità  dell'autore.
Consigliare la lettura di questo libro è come dare un pugno in pieno viso al nostro interlocutore...a me è stato dato, per fortuna. Ringrazio Ida, Elisa e Mariella per questo. 
Ciò che vi posso dire è di lasciarvi scegliere perché Il giardino delle mosche è uno di quei libri che nella classifica dei titoli che più abbiamo amato svetta in cima e difficilmente verrà spodestato.
Un romanzo d'impatto,
una biografia potente e lacerante.
Un protagonista destinato ad annidarsi 
nei meandri della mente,
merito di una scrittura estrosa e acuta.

Andrej Cikatilo è stato condannato alla pena capitale e dopo un periodo di detenzione durante il quale ha confessato i suoi delitti al commissario Kostoev, nel febbraio del 1994 è stato fucilato.

17 commenti:

  1. non lo conoscevo per niente, mi hai incuriosita molto!
    http://www.audreyinwonderland.it/

    RispondiElimina
  2. non lo conoscevo per niente, mi hai incuriosita molto!
    http://www.audreyinwonderland.it/

    RispondiElimina
  3. Devo assolutamente leggerlo! Dopo la tua bellissima recensione non vedo l'ora di avere tra le mani questo travolgente romanzo. Un caro saluto :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Aquila, grazie mille. Se lo leggerai sarò felice di condividere il tuo pensiero, non aspettarti un thriller però, so che tu li amo molto. Ti troverai davanti alla confessione schietta del Mostro, senza macabri particolari o troppo sangue. L'autore ha saputo creare una sorta di confidenza tra il lettore e Andrej. Il lavoro psicologico che ha fatto nella mia testa è incredibile. Ieri sera l'ho incontrato e amato all'istante.

      Elimina
  4. Che meravigliosa recensione! Fa venire davvero tanta voglia di scoprire la penna di questo autore...ammetto che la tematica mi inquieta molto, ma da oggi assocerò inevitabilmente questo libro alla tua opinione positiva. Un abbraccio

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie tesoro ma in effetti questo non è il genere di libro che leggeresti, però sappi che la prosa dell'autore non è sconvolgente per i fatti che narra, ma proprio per come lo fa, lavora sulla psicologia del lettore senza traumatizzarlo con particolari troppo crudi. Va letto, assolutamente. Sarà difficile che io trovo un libro migliore di questo.

      Elimina
  5. La recensione è incalzante e incuriosisce, ma come per il libro che hai recensito la volta precedente, per me non è il momento.
    un caro saluto da lea

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Cara Lea, ogni libro ha il suo momento, quando arriverà e vorrai distogliere lo sguardo dalle solite letture e avrai bisogno di un consiglio, saprai dove approdare. Un abbraccio.

      Elimina
  6. Leggendo la tua recensione amica mia ho capito che è un libro particolare, credo non adatto a me che sono un tipo ansioso. Mi piacerebbe poterlo leggere un giorno. Grazie per esser passata da me. Baci ^_^

    RispondiElimina
  7. Leggendo la tua recensione amica mia ho capito che è un libro particolare, credo non adatto a me che sono un tipo ansioso. Mi piacerebbe poterlo leggere un giorno. Grazie per esser passata da me. Baci ^_^

    RispondiElimina
  8. Anch'io non lo conoscevo! E anche a me mi hai trasmesso una certa curiosità 😊

    RispondiElimina
  9. Caspita...sono rimasta annichilita. E' uno di quei libri che devo assolutamente leggere, la tua recensione è perfetta.Grazie!
    Paola

    RispondiElimina
  10. Ciao! Che recensione intrigante! Il libro dev'essere interessantissimo (neanche a farlo apposta ho letto di recente di questo serial killer, anche se solo qualche accenno).

    RispondiElimina
  11. Ciao sorellina cara devo dire che hai incuriosito molto anche me...la recensione é appassionata molto intensa sembra davvero uno splendido romanzo... Ti voglio un mondo di bene my Sister!!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie mille che bello trovarti qui :-)
      Quando lo vuoi sali le scale!

      Elimina
  12. Nn esiterò!!!!

    RispondiElimina