sabato 18 febbraio 2017

Recensione #80 "La stanza degli ufficiali" di Marc Dugain *Vertigo*

La stanza degli ufficiali - Marc Dugain
Vertigo - Anno 2008
 P. 156 - 14 € - Dettagli

La baciai un'ultima volta alla base del collo, e me ne andai in guerra.
Se l'equipaggiamento non fosse stato tanto pesante, per la strada avrei fatto salti di gioia, battendo in aria un piede contro l'altro, come un ragazzino che abbia appena trovato una moneta nel canale di scolo e creda che gli durerà per tutta la vita.

Adrien Fournier è un ingegnere giovane e bello, ufficiale del genio, incaricato di realizzare opere utili in combattimento.
E' il 1914 la guerra è alle porte e dopo una notte passionale con la bella Clèmence, Adrien parte con il primo treno del mattino carico di coraggio, sicuro di sé, convinto della rapida risoluzione dell'imminente battaglia. 
L'ufficiale non immagina che quello che travolgerà la Francia nei giorni avvenire sarà un conflitto mondiale che segnerà irrimediabilmente il paese, ma anche il suo destino.
Il 6° Reggimento del Genio dell'esercito francese è acquartierato nei pressi del fiume Mosa, la battaglia non ha ancora avuto inizio quando Adrien riceve l'incarico di fare un sopralluogo vicino all'argine per valutare la possibilità di costruire. 
Durante il giro di ricognizione l'ufficiale viene colpito da una scheggia che lo sfigura.
"Questa è la guerra che non ho conosciuto"
I conflitti mondiali, le guerre, sono ampiamente documentati, ma la particolarità de La stanza degli ufficiali è proprio quella di fare chiarezza su alcuni punti sottovalutati: dove e come passano il loro tempo i soldati feriti durante il conflitto? E quali sono gli strascichi psicologici che gli ex-combattenti si portano dietro?
Sono coloro che combattono contro un soffitto bianco, tormentati dalle brutalità a cui hanno assistito, privati del sonno e consapevoli che una vita mutilata non sarà mai più la stessa, sperano che l'eco "la guerra è finita!" riecheggi tra le pareti antisettiche che sono ormai casa.
La guerra di Adrien Fournier al fronte è finita prima di iniziare, ma la battaglia personale che l'ufficiale ogni giorno è costretto a combattere mette radici profonde: la vergogna di un viso sfigurato al quale non si potrà mai attribuire il merito di uno scontro diretto con il nemico, e la Legion D'Onore, la più alta onorificenza francese per la quale non si sentirà mai degno.
La realtà ospedaliera diventa abitudine, le medicazioni, gli interventi chirurgici inutili, mesi e mesi in cui per dialogare si scrive, non esistono più odori e sapori, ma ciò che colpisce il lettore è la cognizione della propria causa che non rassegna, ma forgia il carattere e prepara la mente alla nuova condizione.
Gli ufficiali di Dugain accolgono l'armistizio desiderosi di rientrare in società, pronti a sopportare le conseguenze di un viso sfigurato, alimentando il coraggio con i legami indissolubili di amicizia nati tra le quattro mura della stanza d'ospedale; quella vita è la sola che resta agli ex-combattenti, quindi incuranti degli sguardi compassionevoli e scioccati, dei rifiuti e dei cambiamenti, con dignità e ironia, raccolgono i resti dei loro corpi fatti di carne e ossa mutilate, nuovi lineamenti e volti sconosciuti ma riconoscibili nell'anima, e rimettono in circolo quella linfa che appartiene agli esseri viventi: la sopravvivenza.
La stanza degli ufficiali è una testimonianza toccante che arriva al lettore senza far leva sull'emotività, senza cercare di impressionarlo con strategie melense; la perizia di Marc Dugain sta nell'elevare la forza d'animo di questi uomini, la volontà di riprendere le fila di un'esistenza rubata senza piangersi addosso, senza mai descriverli come vittime, ma come uomini che con onore hanno barattato una parte di sé per la patria. 
I volti, i corpi, le ferite esteriori e quelle interiori, le voci, tutto è delineato con cura e semplicità incisive, tanto da trasformare il romanzo in una testimonianza che si ascolta sul divano di casa seduti accanto ad Adrien Fournier, un narratore d'eccezione che riceve dal lettore ammirato, la medaglia d'onore per la battaglia più difficile da affrontare: la vita.
La sobrietà stilistica dell'autore e il suo modo magistrale di calarsi nel personaggio sono peculiarità che ho riscontrato fortemente anche in Viale dei giganti, con grande stima ne parlo, meriterebbe di essere letto anche solo per l'abilità nella scrittura. Consigliatissimo.

martedì 14 febbraio 2017

Recensione #79 "Un anno per un giorno" di Massimo Bisotti *Mondadori*

Un anno per un giorno - Massimo Bisotti
Mondadori - Anno 2016
P. 240 - € 16 - Scheda del libro
A chi non è mai capitato di soffermarsi a riflettere sul proprio presente e desiderare di avere a disposizione un tasto rewind per riavvolgere il nastro della vita fino a quella particolare situazione che gli è sfumata sotto gli occhi senza lasciarsi afferrare, per avere una seconda possibilità, che forse avrebbe cambiato il corso delle cose?

"Mi piacerebbe incontrare il tempo 
e farmi regalare tutte le occasioni dell'amore, 
quelle sprecate senza pensare. Avrei a disposizione un'altra vita."

Ho fortemente invidiato il protagonista di questo romanzo perché a lui viene concessa la possibilità di viaggiare nel tempo, di scegliere un preciso momento del suo passato e tornarci per mutare gli eventi, in cambio di un anno di vita: Un anno per un giorno.
Alex Gioia è una star di successo, può avere tutto, o quasi, cioè ha tutto, tranne ciò che realmente desidera: Greta
Alex, inguaribile romantico e Greta, eterna disfattista, si amano di un amore fatto di incontri fugaci, di sguardi, di mani nelle mani, di pelle appena sfiorata, sorrisi malinconici e sogni irrealizzabili.
Napoli fa da sfondo alle lunghe passeggiate sul lungomare che sanno di un futuro che non può esistere, non è concepibile per i genitori di Greta, un destino il suo, al quale lei non è in grado di opporsi.
Alex è alla ricerca di qualcosa che si possa difendere dalla contaminazione della vita, qualcosa che il tempo non possa scalfire, che resti immutato, in grado di fluire senza essere influenzato dalla società sporca di oggi: tutto scorre, tranne noi.
Ma l'amore di Alex per Greta è un sentimento contro cui tutto si accanisce, il tempo scorre trascinandosi dietro il loro legame che resta palpabile e raggiungibile solo nella sua mente.
Nel momento in cui le speranze perdono concretezza, Alex svuotato dal rimpianto e dall'assenza di ispirazione, decide di prendersi una pausa dalla vita e partire per Parigi.
Sarà proprio la città dell'amore che concederà al protagonista la rivincita nei confronti del momento che non è mai stato quello giusto, incrociando la sua strada con quella del saggio concierge Etienne, della bella Charlotte, ex top model rimasta paralizzata in seguito ad un incidente e a quella di Nirvana, una donna curiosa che soffia bolle di sapone alla fermata del tram.
Ho condiviso la lettura di Un anno per un giorno con un caro amico, è stato divertente commentare pensieri e idee, scoprire di avere un'affinità nei confronti della vita, ma il mio ruolo qui è anche quello di analizzare il libro, nel limite delle mie possibilità, tralasciando le emozioni, (che sono state davvero tantissime!), puntando l'attenzione sulla struttura del testo, che a mio parere presenta diversi difetti.
Le pagine sature di messaggi intensi e carichi di veridicità che l'autore ha utilizzato per spiegare il rimpianto, il destino avverso, la cattiveria che abita il cuore della gente, l'invidia, le critiche gratuite, la speranza di un mondo migliore e la purezza che un sentimento come l'amore può donare, scritte con poeticità permeata di malinconia, avvolgono in una spirale di trepidazione e commozione. 
Quindi, cosa c'è che non quadra? C'è che la trama è solo parzialmente accennata, banale e si scontra con le tematiche scelte dall'autore.
Non c'è empatia, le personalità comprimarie sono scarsamente sviluppate e a tutte è stato affidato il compito di regalare perle di saggezza al lettore al pari del protagonista, come fossero la sua ombra, la proiezione di una personalità multipla, l'eco di una singola voce che domanda e risponde, il tutto amplificato da dialoghi sterili.
Così impostato il libro risulta un groviglio di pensieri privo di quell'ingrediente necessario per legare la storia al tema: la logica.
Spezzo una lancia in favore dell'autore: sullo sfondo ho riscoperto la Napoli che ho assaporato, che mi ha accolta con la sua luce e il suo calore, che mi manca e che desidero riavere, il brusio di mille voci, il profumo di mare, Castel dell'Ovo, Positano, la Campania e i miei amici; e ancora Parigi, una meta obbligata, Oscar Wilde e Il ritratto di Dorian Gray che prima o poi leggerò, Victor Hugo con la sua Notre-Dame de Paris: peccato che tutta questa meraviglia si perda tra pensieri metaforici elevanti all'ennesima potenza.
In conclusione questo libro dovrebbe essere classificato non come romanzo, ma come raccolta di citazioni bellissime e vere da custodire e rileggere in quelle giornate in cui troviamo riparo e comprensione solo nel frusciare della carta e nella parola scritta.



sabato 11 febbraio 2017

Novità libresche #16 Febbraio 2017


Buongiorno lettori, cosa avete in programma per il weekend? Un giretto in libreria?
Ecco che vi propongo una selezione dei titoli più accattivanti.

Le nostre anime di notte - Kent Haruf
NNE - 13 febbraio 2017
P. 176 - 17 €
La storia dolce e coraggiosa di un uomo e una donna che, in età avanzata, si innamorano e riescono a condividere vita, sogni e speranze. Nella cornice familiare di Holt, Colorado, dove sono ambientati tutti i romanzi di Haruf, Addie Moore rende una visita inaspettata a un vicino di casa, Louis Waters. Suo marito è morto anni prima, come la moglie di Louis, e i due si conoscono a vicenda da decenni. La sua proposta è scandalosa ma diretta: vuoi passare le notti da me? I due vivono ormai soli, spesso senza parlare con nessuno. I figli sono lontani e gli amici molto distanti. Inizia così questa storia di amore, coraggio e orgoglio.
Magari domani resto - Lorenzo Marone
Feltrinelli - 9 febbraio 2017
P. 320 - 16.50 €
Luce, una trentenne napoletana, vive nei Quartieri Spagnoli ed è una giovane onesta, combattiva, abituata a prendere a schiaffi la vita. Fa l’avvocato, sempre in jeans, anfibi e capelli corti alla maschiaccio. Il padre ha abbandonato lei, la madre e un fratello, che poi ha deciso a sua volta di andarsene di casa e vivere al Nord. Così Luce è rimasta bloccata nella sua realtà abitata da una madre bigotta e infelice, da un amore per un bastardo Peter Pan e da un capo viscido e ambiguo, un avvocato cascamorto con il pelo sullo stomaco. Come conforto, le passeggiate sul lungomare con Alleria, il suo cane superiore, unico vero confidente, e le chiacchiere con il suo anziano vicino don Vittorio, un musicista filosofo in sedia a rotelle. Un giorno a Luce viene assegnata una causa per l’affidamento di un minore, e qualcosa inizia a cambiare. All’improvviso, nella sua vita entrano un bambino saggio e molto speciale, un artista di strada giramondo e una rondine che non ha nessuna intenzione di migrare. La causa di affidamento nasconde molte ombre, ma forse è l’occasione per sciogliere nodi del passato e mettere un po’ d’ordine nella capatosta di Luce. Risolvendo un dubbio: andarsene, come hanno fatto il padre, il fratello e chiunque abbia seguito il vento che gli diceva di fuggire, o magari restare?

Qualcosa - Chiara Gamberale
Longanesi - febbraio 2017
P. 180 - 16.90 €
La Principessa Qualcosa di Troppo, fin dalla nascita, rivela di possedere una meravigliosa ma pericolosa caratteristica: non ha limiti, è esagerata in tutto quello che fa. Si muove troppo, piange troppo, ride troppo e, soprattutto, vuole troppo.
Ma quando, per la prima volta, un vero dolore la sorprende, la Principessa si ritrova «un buco al posto del cuore». Com’è possibile che proprio lei, abituata a emozioni tanto forti, improvvisamente non ne provi più nessuna?
Smarrita, Qualcosa di Troppo prende a vagare per il regno e incontra così il Cavalier Niente che vive da solo in cima a una collina e passa tutto il giorno a «non-fare qualcosa di importante». Grazie a lui, anche la Principessa scopre il valore del «non-fare», del silenzio, perfino della noia: tutto quello da cui è abituata a fuggire. Tanto che, presto, Qualcosa di Troppo si ribella. E si tuffa in Smorfialibro, il nuovo modo di comunicare per cui tutti nel regno sembrano essere impazziti, s’innamora di un Principe sempre allegro, di un Conte sempre triste, di un Duca sempre indignato e, pur di non fermarsi e di non sentire l’insopportabile «nostalgia di Niente» che la perseguita, vive tante, troppe avventure… Fino ad arrivare in un misterioso luogo color pistacchio e capire perché «è il puro fatto di stare al mondo la vera avventura».
Chiara Gamberale, abituata a dare voce alla nostra complessità, questa volta si concentra sul rischio che corriamo a volere riempire ossessivamente le nostre vite, anziché fare i conti con chi siamo e che cosa vogliamo.
Grazie a un tono sognante e divertito, e al tocco surreale delle illustrazioni di Tuono Pettinato, Qualcosa ci aiuta così a difenderci dal Troppo. Ma, soprattutto, ci invita a fare pace col Niente.

Eroi della frontiera - Dave Eggers
Mondadori - 28 febbraio 2017
P. 320 - 17 €
Josie ha trentotto anni, il marito l’ha abbandonata con due bambini piccoli, ha appena perso il lavoro, ha una causa legale alle costole e un rimorso che la tormenta. Josie ne ha abbastanza: noleggia un camper, prende i bambini e all’insaputa dell’ex marito parte per l’Alaska. Sullo sfondo della crisi economica e del surriscaldamento globale, inizia l’avventura di una madre sola con i suoi due figli. Un viaggio fatto di incontri felici: la sorella Sam con il suo modo disinvolto di gestire il matrimonio e Jim, un campeggiatore gentile con cui sembra possibile l’inizio di una storia d’amore. Ma anche di difficoltà e sorprese: un incidente porta Josie in ospedale, il camper si rompe e viene rimesso in moto con l’aiuto di un gruppo di carcerati, una jam session viene interrotta bruscamente da poderosi incendi. Di episodio in episodio, Eggers guida il lettore in un’avventura on the road e sembra suggerirci che in fondo c’è qualcosa di eroico in ognuno di noi.

Nessuno muore in sogno - Katia Tenti
Marsilio - febbraio 2017
P. 416 - 18 €
Bolzano, primavera 1999. Una ragazza viene trovata senza vita, riversa a pancia in giù sul divano, in un anonimo monolocale immerso nel bosco. È nuda, i capelli le sono stati tagliati di netto, e sul corpo ha strane cicatrici. Secondo il medico legale, è morta per soffocamento. Pochi giorni prima, una stimata dentista del posto era stata uccisa con le stesse modalità: il capoluogo altoatesino è forse minacciato da un serial killer? Il pubblico ministero Jakob Dekas è costretto a rientrare dalle ferie e a immergersi nel caso insieme alla collega Emma Blaas, al maresciallo Barra, agli altri membri della squadra investigativa e a un nuovo consulente: il capitano dei carabinieri Santo Malacarne, esperto di omicidi seriali. Ma le indagini si rivelano più difficili del previsto per il pm cinico e solitario, che della ragazza assassinata, Claudia Von Dellemann, è stato amante. La doppia vita della vittima, architetto di giorno ed escort di notte, accende i riflettori sul lato più oscuro della mondanità cittadina, svelando un intreccio di corruzione, giochi di potere, prostituzione e perversioni in cui vittime e carnefici si scambiano i ruoli, e niente è come sembra. All’ombra delle Dolomiti, affascinanti e gravide di mistero, Dekas e i suoi dovranno destreggiarsi tra insospettabili e soliti noti, trappole e depistaggi, femminicidi e maltrattamenti di minori, in una corsa contro il tempo per scongiurare un’altra, terribile violenza.

L'arminuta - Donatella Di Pietrantonio
Einaudi - 14 febbraio 2017
P. / - 17.50 €
Ci sono romanzi che toccano corde cosí profonde, originarie, che sembrano chiamarci per nome. È quello che accade con L'Arminuta fin dalla prima pagina, quando la protagonista, con una valigia in mano e una sacca di scarpe nell'altra, suona a una porta sconosciuta. Ad aprirle, sua sorella Adriana, gli occhi stropicciati, le trecce sfatte: non si sono mai viste prima. Inizia cosí questa storia dirompente e ammaliatrice: con una ragazzina che da un giorno all'altro perde tutto - una casa confortevole, le amiche piú care, l'affetto incondizionato dei genitori. O meglio, di quelli che credeva i suoi genitori. Per «l'Arminuta» (la ritornata), come la chiamano i compagni, comincia una nuova e diversissima vita. La casa è piccola, buia, ci sono fratelli dappertutto e poco cibo sul tavolo.

L'isola di Alice - Daniel Sànchez Arevalo
Casa Editrice Nord - 9 febbraio 2017
P. 496 - 16.90 €
Alice era convinta di avere una vita perfetta: una bella casa, un marito amorevole, una magnifica bambina e un'altra in arrivo. Ma la sua vita perfetta è andata in frantumi nel momento in cui Chris, suo marito, è morto in un incidente d'auto, avvenuto non sul solito tragitto tra casa e lavoro, bensì su una strada che porta verso Robin Island, un'isoletta vicino a Nantucket. Alice è distrutta. Eppure, più che dal dolore, è divorata dai dubbi: perché Chris non voleva farle sapere dove stava andando? Cos'altro le teneva nascosto? Possibile che il loro matrimonio fosse una menzogna? Alice ha bisogno di risposte e sa di poterle trovare solo su Robin Island. Quindi abbandona tutto, si trasferisce sull'isola e comincia a indagare. È facile parlare e fare amicizia con gli abitanti dell'isola, il luogo è magnifico, tutto sembra avvolto da un alone di serenità. Ma bastano pochi giorni perché Alice si renda conto di non essere l'unica ad avere dei segreti. Qualcosa di terribile si cela sotto la superficie di quella comunità apparentemente perfetta.

Notti al circo - Angela Carter
Fazi Editore - 9 febbraio 2017
P. 428 - 18 €
È una notte londinese del 1899 e il tempo si è fermato. In un camerino dell’Alhambra Music Hall, «capolavoro di squallore squisitamente femminile», l’imberbe giornalista americano Jack Walser sta intervistando la star del momento: Fevvers, seducente trapezista vagabonda, un metro e ottantacinque per ottantotto chili, biondissima e dotata di un bel paio di ali. Una vera e propria leggenda. Scorrono fiumi di champagne e la diva racconta la sua vita rocambolesca: abbandonata in fasce sulla soglia di un bordello a Whitechapel e amorevolmente cresciuta dalla baffuta Lizzie, inizia presto a guadagnarsi da vivere prima come statua vivente di Cupido e poi come attrazione in un freak show. Ma Fevvers vuole volare alto. Il suo destino sono le luci della ribalta, e in poco tempo lei e il suo trapezio conquistano i palchi – e i cuori – di tutta Europa. Inizialmente scettico, Walser finisce per soccombere al fascino incontenibile della Venere cockney. Un po’ già innamorato e un po’ in cerca dello scoop della vita, decide di mollare tutto e si unisce al circo. Insieme alla scalcagnata compagnia circense – capitanata da un colonnello del Kentucky e la sua fidata Sybil, una scrofa intelligentissima in grado di fare lo spelling – in viaggio attraverso la Russia vivrà mille peripezie e incontrerà i personaggi più bizzarri, in un esilarante caleidoscopio in bilico fra realtà e fantasia.

Nel 1984, anno della pubblicazione, Notti al circo si è aggiudicato il prestigioso James Tait Black Memorial Prize, il più antico premio letterario inglese. Romanzo più celebre dell’autrice, è una sintesi perfetta della migliore Angela Carter: un concentrato di umorismo pungente, prosa brillante, erotismo, demolizione sistematica dei cliché e un’immaginazione traboccante.




giovedì 9 febbraio 2017

Monthly recap #13 *Gennaio 2017*

Buongiorno lettori, un gennaio dalle temperature rigide come non ricordavo da tempo si è concluso già da un pò lasciando la scena ad un febbraio altrettanto gelido, che è sinonimo di tempo libero con gli occhiali sul naso, pail morbidosi, Yogi Tea, dolci fatti in casa e libri sulle ginocchia, ma anche di momenti rubati alla routine da passare al pc a buttar giù pensieri sul mese libresco appena trascorso, ed è per questo che richiamo la vostra attenzione quest'oggi.
Quattro letture portate a termine e una sospesa, il quarto della trilogia del Cimitero dei libri dimenticati di Zafòn, non perchè non sia godibile, ma perchè intorno a pagina 500 il caro Carlos ha fatto di tutto per farsi detestare spintonandomi prepotentemente con una scelta che non  ho condiviso. Con l'amaro in bocca ho riposto il libro nell'attesa di riprendermi dal colpo basso.

Il panorama cinematografico offre un'ampia selezione di titoli, poi ovviamente parecchi non meritano il grande schermo, ma a gennaio è arrivato nella nostra modesta sala di paese, Lion, che punta lo sguardo su una triste realtà, la tratta dei bambini che ogni anno scompaiono, si smarriscono, solo in India 80000), e restano sospesi in attesa che qualcuno decida del loro futuro amaro. Un film commovente, vero e duro, assolutamente da vedere.



Gennaio è stato anche il mese delle rivalutazioni, della voglia di riprendere in mano progetti abbandonati, sogni di gioventù sbiaditi dal tempo. Non è mai troppo tardi per imparare, studiare, mettersi in gioco, ambire a qualcosa di più. Comincio con un corso di inglese, una prima trance di quattro mesi, arricchirsi ogni giorno un pò sarà il mio proposito per il nuovo anno e quelli che seguiranno.

Il Book Club Volante del mese di gennaio ha messo a confronto due volumi meravigliosi, entrambi narrati dal punto di vista di un bambino, La vita davanti a sè di Romain Gary, dove il piccolo Momò è il fulcro della storia incentrata sulla gratitudine e il concedere il proprio essere senza pretese, e Aspettando Bojangles di Olivier Bourdeaut, dove il narratore è solo il portavoce di un legame tra uomo e donna, un amore talmente folle da tralasciare anche quello per il figlio. Due perle firmate Neri Pozza, due libri che hanno concesso ampio respiro alla discussione e alla condivisione, che resta comunque la cosa più soddisfacente per i lettori appassionati.
Il libro scelto per il book club di febbraio è Il nascodiglio di Christophe Boltanski edito da Sellerio, che sono ansiosa di scoprire, voi l'avete letto?
Ma ora passiamo ad analizzare nello specifico i titoli che ho affrontato.
Recap
1-Venivamo tutte per mare - Julie Otsuka / Bollati Boringhieri Recensione
2-Una cosa che volevo dirti da un pò - Alice Munro / Einaudi Recensione
3-La vita davanti a sè - Romani gary / Neri Pozza Recensione
4-Un anno per un giorno - Massimo Bisotti / Mondadori Recensione il 14 febbraio
Lettura da batticuore
La vita davanti a sé - Romain Gary / Neri Pozza


1-Io sono un gatto - N. Soseki / Neri Pozza
2-Le quattro casalinghe di Tokio - N. Kirino / Neri Pozza
3-Nessuno come noi - L. Bianchini / Mondadori
4-La donna dai capelli rossi - O. Pamuk / Einaudi
5- Kamchatka - Marcelo Figueras / L'asino d'oro
6-Il nascondiglio - C. Boltanski / Sellerio
7-La verità, soltanto la verità - H. Humphreys / Playground
8-Katherine - R. Thomson / NNE
Omaggi
La scelta decisiva - C. Link / Corbaccio
Regali
La stanza degli ufficiali - Marc Dugain / Vertigo 


E il vostro primo mese letterario dell'anno com'è stato? Cosa avete letto/comprato di interessante? Augurandovi buona giornata, vi do appuntamento a marzo con il consueto  recap e a prestissimo per parlare di uscite in libreria l'11 febbraio e per una nuova recensione il 14. Stay tuned.




                                        

                       








lunedì 6 febbraio 2017

Parola d'autore #7 Intervista a Valentina Cebeni


Frammenti di un cuore d'inchiostro. Rubrica ideata da me.
Buongiorno lettori! Finalmente dopo una lunga pausa torna la rubrica dedicata agli autori. L'ospite di oggi è un'autrice dalla penna dolce e delicata, ma anche intrigante negli spunti che si è rivelata tale anche nell'intervista, che mi ha permesso di ritrovare la personalità che avevo immaginato leggendo il suo libro.
Valentina Cebeni e il suo La ricetta segreta per un sogno, libro edito da Garzanti, che mi ha attirata verso quest'autrice, è il ritratto di un'isola fortemente legata a dicerie e tradizioni, in cui la mentalità antica degli isolani influenza ancora oggi la quotidianità di chi ci vive da sempre e di chi approda qui alla ricerca delle proprie origini. 
Gli scorci a strapiombo sul mare, le unioni nuove e passate, le verità celate, sono la cornice che avvolge Elettra e il suo desiderio di ritrovare la memoria della madre Edda. Recensione.

Intervista

Valentina Cebeni. Roma, 15 maggio 1985 
Autore preferito: Lev N. Tolstoj 
Libro del cuore: Anna Karenina. E pure Guerra e pace…devo proprio scegliere? 
Opere scritte: L’ultimo battito del cuore, La ricetta segreta per un sogno 
Ispirazioni: arrivano nei modi più impensati come leggendo il giornale, osservando un quadro, al cinema o perché no, anche fissando il soffitto della mia camera prima di addormentarmi! 
Rituali (lettura/scrittura/pubblicazione): scrivo tutti i giorni, con la disciplina di un monaco tibetano, dal lunedì al venerdì e a volte anche nel fine settimana. Per scrivere ci vuole molto esercizio, e credo fermamente che si debbano gettare molte pagine prima di trovare la storia e le parole giuste!

1- Sul tuo comodino: titolo, autore e pensieri sul libro in lettura.
Il giardino dei fiori segreti, di Cristina Caboni. Mi affascina il modo in cui sono raccontate le dinamiche familiari, con tutte le sfumature proprie di una normalità straordinaria.
2- La scrittura nella tua vita.
La scrittura è tutto, per me: passione, terapia, amica, confidente, lavoro. È la mia vita, un sogno realizzato ogni volta che sento picchiare con le dita sulla tastiera.
3- Una citazione dal tuo libro che ti rappresenta.
L’autoreferenzialità è qualcosa che non mi appartiene, ma se vuoi posso confidarti la mia citazione del cuore: “tutte le famiglie felici si assomigliano fra loro, ogni famiglia infelice è infelice a modo suo”. L.N. Tolstoj, appunto, da Anna Karenina. Amo queste parole perché rappresentano quello che per me è uno degli obiettivi della scrittura: scavare nell’animo umano, nelle sue unicità, nelle manchevolezze. Perché è lì che pulsa la verità, la gioia, l’amore sopito. Lì c’è una vita da scoprire. Una storia.
4- Il tuo libro in tre parole e la meta più ambita.
Isolano, gustoso, appassionato. Tre aggettivi che riassumono in modo conciso la storia di Elettra, per la quale sogno il cinema.
5- Perché leggerlo.
Consiglio di leggere La ricetta segreta per un sogno a chi vuol sedersi accanto a me e lasciare che gli racconti una storia, a chi si sente un po’ troppo “mobile” nella vita, a chi vuol concedersi qualche ora di evasione in mondo di profumi e sapori impastati dal maestrale. La storia di Elettra è infatti un racconto che riappacifica con la vita, l’amore, la famiglia. È un romanzo che narra di radici, ma anche di nuove straordinarie gemme che possono sbocciare persino nella terra più arida e pietrosa. Perché la vita è più forte di qualsiasi cosa.    

Il gioco dei se fosse 
Se La ricetta segreta per un sogno fosse:
un colore,  
una canzone, una ricetta.
Acquamarina, una ballata suonata da una vecchia radio posta su una terrazza sul mare, il pane all’anice di Edda ed Elettra, senza dubbio!

"Grazie per la tua ospitalità, per la dolcezza e per aver regalato il tuo tempo alla storia di Elettra <3"
Grazie a Valentina per la disponibilità e per questa storia che profuma di pane e biscotti appena sfornati.