venerdì 9 dicembre 2016

A Spasso Tra...Le Pagine! #4 Nemesi di Philip Roth *Einaudi*

Buongiorno lettori, eccomi per parlare ancora di libri, torno un pò affaticata dal periodo pre - natalizio che sto vivendo con qualche difficoltà e pensieruccio, diciamo che anche alla felicità è concessi qualche attimo di defiance.
Quindi, mentre affronto le prove che la vita mi butta addosso, mi rimbocco le maniche e vi presento un autore che è una grande, grandissima scoperta, Philip Roth e la prima opera grazie alla quale ho cominciato ad amarlo, Nemesi.
Per parlarvi di Nemesi userò una rubrica versatile che sonnecchia da parecchio, nata senza uno scopo preciso, oggi la utilizzerò così, estrapolando delle parti del testo in modo che possiate conoscere la penna dell'autore, per poi lasciarvi il mio pensiero, buona lettura.
Nemesi - Philip Roth
Einaudi - 2011
P. 183 - € 11
Philip Roth è un uomo e uno scrittore dalle mille sfaccettature, ha vinto il Pulitzer nel 1997 con Pastorale Americana, ma sarebbe riduttivo scrivere solo poche righe su di lui, quindi vi lascio il link dove potrete conoscere meglio le sue tantissime opere e avere qualche dettaglio in più sulla sua vita, qui.

Incipit
"Il primo caso di polio quell'estate si verificò agli inizi di giugno, subito dopo il Memorial Day, in un quartiere italiano povero all'altro capo della città rispetto al nostro.
Dall'angolo sudoccidentale di Newark, nella zona ebraica di Weequahic, noi non ne venimmo a conoscenza, e no venimmo a conoscenza nemmeno dei casi successivi, una decina, sparpagliati quasi in tutti i quartieri tranne il nostro".
L'incipit è il benvenuto dell'autore al lettore, il suo modo di presentarsi puntando i riflettori su quello che leggerà, il modo di farsi spazio nella sua mente disegnando il cerchio empatico in cui il lettore potrà trovare il suo posto.
Philip Roth è un autore incisivo che scrive per lasciare il segno e nell'incipit di Nemesi, smaschera il tema del romanzo con decisione, un tema non attuale ma di grande impatto, ci catapulta nei meandri di un periodo storico fondamentale e una malattia tremenda: la poliomelite.


Tema
"...una malattia capace di paralizzare un giovanotto rendendolo permanentemente invalido, deforme o impossibilitato a respirare al di fuori di quel cilindro metallico chiamato polmone d'acciaio - capace anche di portare alla paralisi dei muscoli respiratori alla morte - creava grande inquietudine nei genitori del nostro quartiere, e turbava la tranquillità d'animo dei bambini..."
Nemesi è una lettura difficile da affrontare, ma resa interessante dal modo di raccontare la malattia da parte dell'autore che è stato bravo a romanzare una parte di storia senza privarla del suo importanza, enfatzzando l'epidemia di poliomelite nella Seconda Guerra Mondiale scegliendo come tramite il granitico Bucky Cantor.
Detta anche polio o paralisi infantile, (tale era considerata quando si pensava che infettasse soprattutto i bambini), questa malattia colpiva chiunque con conseguenze atroci, non c'era un vaccino per prevenirla né una cura dopo averla contratta; gli adolescenti erano i primi ad essere colpiti, senza una causa apparente, ma la trasmettevano anche agli adulti, come successe al Presidente in carica Roosvelt.
Oltre alla devastazione fisica, Roth, focalizza l'attenzione del lettore sulla personalità del protagonista, il suo impegno, il suo senso del dovere, il senso di colpa che lo logora e il dubbio sull'esistenza di Dio.

Ambientazione
"A Newark, in basso com'era, le estati erano molto umide, ed essendo la città in parte circondata da vasti acquitrini - gran fonte di malaria ai tempi in cui anche quella era una malattia incontrollabile -, c'erano sciami di zanzare da scacciare e schiacciare quando la sera ce ne stavamo seduti sulle sedie da spiaggia in vicoli e vialetti cercando all'aperto un pò di requie dall'afa dei nostri appartamenti, dove per mitigare il caldo infernale non avevamo altro che docce fredde e acqua ghiacciata."
New Jersey, Contea di Essex, Newark, 1943.
E' il quartiere ebraico di Weequahic a fare da sfondo alla seconda grande epidemia di polio, con la sua afa estenuante, portatrice di zanzare e mosche, ritenute una delle possibili cause, come i gatti e i cani randagi, la poca igiene, le fontane pubbliche, il sovraffaticamento, e lo stare a stretto contatto sudati e sporchi.
E' facile immaginare quanto fosse difficile tenere lontani i bambini e i ragazzi dalle attività estive sotto il sol leone, ciò voleva dire privarli della libertà bramata per un intero anno di scuola, privarli delle attività proposte al campo giochi della scuola a cui partecipavano coloro che non godevano del privilegio di passare una vacanza fuori città.
Il softball li impegnava per ore sull'asfalto rovente del campo giochi, un inning dietro l'altro decretava vincitori e vinti che sudici e accaldati si dissetavano alla fontana pubblica e si riposavano sulle panchine uno appiccicato all'altro, spassandosela ingenuamente, incuranti di ciò che tale comportamento poteva provocare: l'insorgere della malattia.

Protagonista
"Su quel corpo compatto troneggiava una testa notevole, una combinazione di tratti sbilenchi e obliqui: zigomi alti e pronunciati, fronte alta, mascella spigolosa e un naso lungo e dritto [...].
Aveva la faccia ferrea, inalterabile, straordinariamente baldanzosa di un giovane uomo ben piantato su cui sin poteva fare affidamento."
Per un periodo durante la sua infanzia l'avevano chiamato Asso per via delle orecchie a punta, finchè il nonno materno non l'aveva soprannominato Bucky.
Lo sguardo profondo come un cratere, la voce a tratti stridula che non stonava con il fisico possente dell'insegnante di ginnastica della scuola di Weequahic, Bucky Cantor, l'ottimo atleta penalizzato dalla scarsa vista e dalla bassa statura, scartato all'ufficio di reclutamento, eseguiva il suo lavoro con dedizione, amava i suoi studenti, e nell'estate del 1943, mentre i suoi coetanei erano in guerra, veniva ingaggiato come animatore del campo giochi estivo.
Rimasto senza genitori alla nascita, Bucky è cresciuto con i nonni materni, il nonno gli trasmesso gli ideali che da adulto ha scelto di trasmettere ai suoi studenti: la dedizione per lo studio, ma anche per lo sport, la determinazione, la sana competizione e la forza che deriva da un corpo sano che concilia mente e fisico. Un personaggio complesso , ma straordinario.

Il mio pensiero
Nemesi è una delle tante frecce scagliate dall'arco di Philip Roth, la prima che ha seguito la traiettoria giusta per fare breccia nella mia testa, perchè lì si è conficcata e lì è rimasta.
Il percorso che intraprende l'autore è perfetto in tutte le sue parti, non ci sono pecche nel suo scritto dal punto di vista stilistico e dal punto di vista dell'impostazione narrativa.
La voce narrante, la cui identità non è immediata, ma viene svelata fugacemente a metà lettura per poi divenire una certezza nell'epilogo amaro, ha l'arduo compito di guidare il lettore attraverso il percorso che Bucky deve affrontare e che gli costerà dolore e sofferenza.
L'anno in cui viene ingaggiato come animatore al campo giochi della scuola è l'anno della polio a Newark, l'estate in cui la malattia comincia a prendersi i suoi ragazzi.
Lui né è certo, è stato attento a seguire le regole per evitare l'insorgere della polio...ma forse non abbastanza.
Giorno dopo giorno si reca al campo, determinato a sostenere gli studenti che ancora non hanno avuto il divieto dei genitori spaventati a frequentare il gruppo, ragazzi che diventano sempre meno, si ammalano, in alcuni casi muoiono; in lui si insinua il senso di colpa che lo spezza e la paura che lo costringe a gettare la spugna e ad accettare un impiego come animatore a Indian Hill, un campo estivo situato sulle Pocono Mountains, lontano dall'afa e da tutto ciò che può scatenare la malattia.
Qui, non solo riabbraccia la sua amata Marcia, ma gode di un ambiente perfetto per gli sport, adolescenti forti e in salute, trova appagamento nell'insegnare la disciplina del nuoto e dei tuffi, in cui eccelle.
Ma anche in questo luogo distante dal resto del mondo, dove si conduce un'esistenza quasi ultraterrena, lontano dalla guerra e dal pericolo della malattia, dove risate e felicità imperversano e la natura la fa da padrona, i colori accesi di un'estate perfetta iniziano a sbiadire e cedono il passo ad una grigia e triste realtà.
Sarà questo il momento in cui Bucky Cantor metterà in discussione sé stesso, le sue scelte, il suo futuro, colpevolizzandosi eccessivamente e portando il peso del mondo sulle spalle come un fardello impossibile da scrollarsi di dosso, annientato da una netta presa di posizione nei confronti di Dio, della sua assenza come artefice di tanta ingiustizia e sofferenza.
Il romanzo è diviso in tre atti che dettano i tempi della narrazione in cui il lettore si sente a suo agio, colpito dalle parole dell'autore, incisive, feroci e toccanti e con queste stesse parole, Roth ha creato un personaggio complesso, difficilmente comprensibile, eccessivo per certi versi, ne esplora la mente, il cuore, il corpo e ne proietta un'immagine nuova impossibile da respingere, ma facile da accettare e capire, un personaggio che stimo e in cui a tratti mi rispecchio.
Ciò che ho apprezzato maggiormente di questo autore e che mi spinge a consigliarlo, è l'abilità di miscelare avvenimenti storici importanti ad un'analisi accurata della mente umana senza mai essere pesante, impiantando definitivamente le sue parole "nel lettore".
Nemesi è senza dubbio un libro che va letto a mente libera, senza impedimenti, è un libro che fa riflettere e Roth un autore pretenzioso, che svuota e arricchisce, che va digerito e più i giorni passano dalla fine della lettura, più l'amore nei suoi confronti cresce.
Consigliato a chi desidera una lettura impegnata.
Grazie alla mia Lettrice Impertinente e Amica Ida, per il consiglio.
















venerdì 25 novembre 2016

Waiting for Christmas Giveaway

Buongiorno Cuor di Lettori e felice venerdì! Qualche giorno fa vi avevo promesso una bella sorpresa e oggi passo a presentarvela.
Manca un mese esatto a Natale e quindi è ufficiale, che il conto alla rovescia abbia inizio!


Waiting for Christmas Giveaway è un'iniziativa che nasce dalla collaborazione di Il Cuore in un Libro con altri quattro blog: La Ragazza che Annusava i LibriLibropatiaL'Incanto dei Libri e Reading at Tiffany's e ha lo scopo di allietarvi nei giorni che precedono il Natale.
Seguendo poche semplici regole, gareggerete per aggiudicarvi dei libri tra i dodici titoli messi in palio per voi.


I premi
Gli effetti speciali dell'amore - Angela Iezzi | Newton Compton
La città degli incontri proibiti - Carolina De Robertis | Garzanti 
Il ritmo del mio cuore - Caisey Queen | HarperCollins Italia
L'amore arriva sempre al momento sbagliato - Brittainy C. Cherry | Newton Compton
L'abbazia dei cento inganni - Marcello Simoni | Newton Compton
Il linguaggio segreto dei fiori - Vanessa Diffenbaugh | Garzanti
Al posto di un altro - Allen Eskens | Neri Pozza
After - Anna Todd | Sperling&Kupfer
Una stella tra i rami del melo - Annabel Pitcher | Tea
Ci proteggerà la neve - Ruta Sepetys | Garzanti
La storia d'amore più bella del mondo - Massimo Incerpi | Newton Compton
Cliccando sui titoli sarete indirizzati alle sinossi, così da scoprire le trame e i dettagli dei libri. 
I volumi in palio sono tutti in edizione cartacea, nuovi o sfogliati un'unica volta.

Ci saranno sei vincitori e ognuno si aggiudicherà due libri. Come leggerete nel regolamento, vi chiederemo di stilare una classifica di preferenza inerente ai titoli in palio. 
Il primo classificato si aggiudicherà quindi i libri che avrà indicato come sue prime scelte. 
Poi passeremo alle preferenze del secondo e così via fino al sesto, cercando di venire incontro quanto più possibile ai vostri desideri.

Regolamento

Per permettere a tutti di partecipare, le regole saranno poche ed essenziali:
3. Condividere l'evento sui social, riportando nel commento i link delle condivisioni.
4. Specificare, al momento dell'iscrizione al Giveaway, la preferenza riguardo i libri in palio (vi chiedo quindi una classifica personale da quello che più vorreste a quello che meno vi intriga) e la vostra email in modo da essere contattati in caso di vincita!


A fine evento, tra tutti gli iscritti nei cinque blog, verranno estratti i sei vincitori tramite il sito Random.org.

Il termine ultimo per partecipare è il 15 dicembre fino alle 24. Nei giorni successivi provvederemo ad annunciare i vincitori e a contattarli tramite email
Le spedizioni saranno effettuate dopo le vacanze natalizie, per evitare disguidi con le poste.


Infine vi ricordo che dovrete lasciare il vostro commento
in uno solo dei blog partecipanti.
Buon divertimento e buona fortuna!









martedì 22 novembre 2016

Le mie recensioni #73 Lizzie di Shirley Jackson *Adelphi*

Lizzie - Shirley Jackson
Adelphi - 1954/2014
P. 318 - 20 €
Opera della maestra del thriller nero, venerata da Stephen King, Lizzie è il primo grande romanzo delle personalità multiple. La protagonista, Elizabeth Richmond, ventitré anni, i tratti insieme eleganti e a­nonimi di una «vera gentildonna» della provincia americana, non sembra avere altri progetti che quello di aspettare «la propria dipartita stando il meno male possibile». Sotto un'ingannevole tranquillità, infatti, si agita in lei un disagio allarmante che si traduce in ricorrenti emicranie, vertigini e strane amnesie. Un disagio a lungo senza nome, finché un medico geniale e ostinato, il dottor Wright, dopo aver sottoposto la giovane a lunghe sedute ipnotiche, rivelerà la presenza di tre personali­­tà sovrapposte e conflittuali: oltre alla stessa Elizabeth, l'amabile e socievole Beth e il suo negativo fotografico Betsy, «maschera crudele e deforme» che vorrebbe fagocita­re e distruggere – con il suo «sorriso laido e grossolano» e i suoi modi sadici, insolenti e volgari – le altre due.
È solo l'inizio di un inabissamento che assomiglierà, più a che un percorso clinico coronato da un successo terapeutico, a una discesa amorale e spietata nelle battaglie angosciose di un Io diviso, apparentemente impossibile da ricomporre: tanto che il dottor Wright sentirà scosse le fondamenta non solo della sua dottrina, ma della sua stessa visione del rapporto tra l'identità e la realtà.
Buongiorno lettori, benvenuti nel mio angolino virtuale per una nuova recensione riguardante una lettura "sperimentale" che ho affrontato in seguito ad un consiglio azzeccatissimo, un libro scritto da Shirley Jackson, una delle maestre di Stephen King, che lui stesso definisce a ragion veduta la regina del thriller nero.
Lizzielibro straordinario è il primo volume che parla di personalità multipla.
Elizabeth Richmond è un' ereditiera di ventitré anni, una gentildonna elegante e per bene, tanto graziosa quanto insignificante, una personalità anonima, la cui assenza risulta indifferente.
Dalla morte prematura della madre ribelle, quattro anni prima, le giornate di Elizabeth scorrono tra la casa che condivide con la zia Morgen e il lavoro di impiegata in un museo, dove è addetta alla corrispondenza.
La zia Morgen, sorella della madre, è una zitella in sovrappeso che ama ascoltarsi e monopolizzare i dialoghi impastando la voce con il suo brandy scadente, una personalità ingombrante, insoddisfatta e fastidiosa, che ha ricevuto il compito dal padre di Elizabeth di gestire l'eredità della figlia fino al compimento dei venticinque anni.
La zia è l'unico parente in vita della ragazza e tutto ciò che fa per lei è blaterare, pretendere la sua presenza ai pasti accompagnata dai complimenti ed esigere una parte della paga settimanale della nipote.
Lizzie non ha amici né conoscenti, non una sola persona con cui affrontare un discorso o scambiare quattro chiacchiere, è una donna vulnerabile che conduce un'esistenza piatta, smossa solo da quei dolorosi malesseri.
Le lettere minatorie che Lizzie riceve tra la posta del museo, non fanno altro che aumentare le insopportabili emicranie, i mal di schiena e il dolore al collo, sintomi che negli ultimi tempi diventano tanto frequenti quanto le azioni incoscienti che non lasciano alcun ricordo, compiute dalla stessa Lizzie: tutto ciò la costringe a lasciare il lavoro per seguire la terapia del Dottor Wright.
Il Dottor Wright è l'eccentrico medico che prende in cura e a cuore Elizabeth e che intuisce che in quelle lettere, quel corpo aggraziato e in quella personalità abulica, si nasconde qualcosa di fosco, per questo motivo decide di sottoporre la paziente ad una seduta di ipnosi, seguita da molte altre che riveleranno la vera natura dei disturbi di Lizzie: una personalità camaleontica.
L'ipnosi aiuta Elizabeth, dolorante e torturata dalla paura a mostrare tutte le personalità che la abitano: Beth, serena, dolce, ma debole se paragonata a Betsy, insolente, dozzinale e chiassosa e a Bessy, avida, volgare, dispettosa ed egoista.
L'abile Dottor Wright tenterà con fatica di tenere testa alle quattro "sorelle", proponendo gli appunti e i dialoghi rivelatori affrontati durante le sedute con le varie personalità che si scambiano, si spintonano per emergere e svelandosi,  riflettono negli occhi del lettore fisicità, pensieri ed emozioni.
La carta non è più un ostacolo e il lettore dovrà fare i conti con una scossa che percorre la spina dorsale ad ogni cambio della guardia, il ritmo della narrazione è rapido e incalzante, sostenuto da un ghigno diabolico ora, seguito da un lamento disperato e confermato da un dispetto maligno, tutto dosato alla perfezione.
I pochi personaggi presenti nel libro aiutano a comprendere ogni passaggio, a cogliere le sfumature delle personalità particolari che abitano la storia: un cerchio empatico senza sbavature, riunisce protagonisti e antagonisti ponendoli sullo stesso piano, permettendo al lettore di raggiungere l'equilibrio emozionale.
Shirley Jackson è una vera rivelazione, con un lessico raffinato e ricercato ha messo nero su bianco una storia bizzarra in cui la mente umana è incomprensibile e sorprendente, e senza cadere nell'horror ha guidato la protagonista verso la strada del ricongiungimento delle personalità in una unica, permettendole così di sopravvivere...ma quale delle quattro avrà avuto la meglio?
Un noir psicologico perfetto,
un viaggio straordinario 
attraverso il disturbo dissociativo d'identità.

venerdì 18 novembre 2016

Le mie recensioni #72 Faber di Tristan Garcia *NNEditore*

Faber - Tristan Garcia
NNE - 22 settembre 2016
P. 400 - 19 €
Faber è bellissimo, straordinario. Rifiuta i limiti, promette una vita diversa e al liceo è stato lo spirito guida di una rivolta contro ogni ipocrisia e conformismo. Anni dopo, Madeleine e Basile, i suoi amici e seguaci più fedeli, ricevono una lettera che contiene una richiesta d’aiuto in codice. E decidono di sacrificare le loro vite ormai autonome per riportare a Mornay l’amico di un tempo. Il loro legame si rinsalda ma tornano a galla vecchi rancori e vecchie storie, anche quelle più segrete e tragiche, che li costringevano in un’alleanza soffocante. Faber si è ormai trasformato in una sorta di oscura leggenda: mostro manipolatore oppure antica divinità abbattuta dalla ferocia dei nuovi dèi. E i suoi amici si ritrovano in bilico tra fascinazione e paura.
"Mornay è una città bella, ma malata: la goccia scava la pietra. A dire il vero, la città è come un giorno di pioggia, specialmente quando fa bel tempo. Questo posto non è altro che una domenica umida di primavera, verso l'età di dieci anni. Dopodiché non vale niente. Incontinente e borghese".

Mornay, anonima e fittizia provincia francese, avvolge con i suoi confini che sulla mappa disegnano una lacrima, il fiume Hombre che la percorre a sud bagnando le distese di campi, svogliata e assopita.
Mornay ci sorprende accompagnati da una vecchia conoscenza, evocata da una richiesta d'aiuto, una lettera in codice che senza parole chiude un cerchio a sei mani riportando in città colui che ha scritto un pezzetto di storia segnando diversi destini.
Mehdi Faber, l'orfanello magrebino tutto ricci e bellezza ha solo otto anni quando approda a Mornay che lo adotta come una madre bisognosa di una scossa, scoprendo in lui una carica elettrica rivoluzionaria.
Faber è un accentratore contraddittorio, un leader positivo e negativo, innalza e distrugge barriere, concede e toglie certezze e paure, emerge per la sua intelligenza e astuzia: un paladino della giustizia per l'indifeso e oppresso Basile, irresistibile agli occhi della discorde Madeleine.
Il legame che si instaura fra i tre è intenso, una profonda amicizia che li porta a condividere momenti e pensieri intimi, li accompagna nel passaggio dall'infanzia all'adolescenza, un passaggio in cui Faber è indispensabile quanto devastante per Baz e Maddie: solo lui ha il potere di trasformare gli schiaffi ricevuti dalla vita in carezze, invertendo nuovamente il processo senza ritegno, riproponendo al lettore l'immagine nitida del passato, quella di due personalità deboli, spoglie della sua protezione.
Gli anni novanta sono la cornice perfetta di una narrazione a tre voci che si alternano denudandosi e facendo innamorare il lettore nel cortile della scuola tra bulli e adulti sconsiderati, in una soffitta affumicata tra libri, musica e confidenze, in un rifugio dove mettere a punto piani d'azione, dove cercare uno scopo, nelle rispettive case, descrivendo minuziosamente la realtà della famiglia, permeando le pagine di tutti quegli elementi che incidono sulla personalità dei protagonisti.
L'autore punta l'attenzione sugli anni fulgenti dell'adolescenza che illude e sforna sogni in quantità, che scivola via carica di accenni letterari per me irriconoscibili, e musicali, alcuni decisamente apprezzati, in un periodo di fermento politico, di occupazione studentesca e di settimane di sciopero a favore della riforma delle pensioni e della sanità, ridisegna l'esistenza dei personaggi e le conseguenze che quel periodo ha riversato sul presente, proponendone al lettore una versione tristemente amara e definitiva.
Faber è un romanzo pregno di emozioni e tematiche importanti che merita una rilettura per assaporarne a pieno l'essenza, esaltata da una prosa lieve e delicata che mantiene invariato il peso della storia, come un recipiente vuoto che instillato si colma del senso in essa contenuto.
Sono una lettrice che adora le personalità forti, sicure di sé, nei libri come nella vita, quelle che si mettono in gioco anche se rappresentano una minoranza, servendosi della parola e dell'azione, stimo chi si batte per difendere gli oppressi, questi gli ideali che ogni giorno inculco a chi mi vive accanto.
Subiamo decisioni che favoriscono i potenti, il sapore acre e l'infinito senso di impotenza che scaturisce dalla prevaricazione lo conosciamo bene, quindi ho amato Estelle incondizionatamente quanto il protagonista, colei che ho focalizzato come l'alter ego femminile di Faber: legati da sfumature che tra passato e presente coincidono, influenzano tutto elevandosi quasi non fossero umani, affrontando gli eventi con superiorità, quasi fossero irraggiungibili.
Le sfumature filosofiche sono inevitabili e godibili, meno nelle mie corde la scelta dell'autore di sfociare nell'arcaicità, una sorta di perfezione estetica e interiore.
La mia avversione deriva dalla difficoltà di accettare ciò che si discosta dalla realtà, tuttavia quest'ultimo punto chiave ha inciso sulla mia opinione blandamente, non ha danneggiato la veridicità del personaggio contrastando la mia sensazione di irrealtà imponendo una visione di lui misteriosa e seducente.
Ho avuto bisogno di riflettere prima di mettere nero su bianco le mie impressioni e dopo aver riletto alcuni passaggi posso affermare che Faber è un romanzo eterogeneo, ma porta con sé il fascino di una storia concreta, resa viva da personaggi introspettivi che difficilmente verranno dimenticati.

Un romanzo di formazione introspettivo
dalle sfumature filosofiche
che richiede una lettura curata e attenta.




lunedì 14 novembre 2016

Novità libresche #16 Novembre 2016

Buongiorno lettori e felice giovedì! Eccomi per l'appuntamento mensile con le novità in libreria, il Natale si avvicina è tempo di liste e regali, c'è un'ampia scelta di titoli questo mese, sia se vi piace regalarli a chi volete bene, sia se li acquisterete per voi.
Munitevi di carta e penna e prendete nota, buona lettura.
Stanze di famiglia - Furio Bordon
Garzanti – 3 novembre 2016
P. 180 -  18.00 €
Vicende familiari, certo, ma che ruotano soprattutto intorno al nodo emozionale di vecchiaia e infanzia, le due età della debolezza, gli anni in cui l’individuo è più vulnerabile, più esposto a prevaricazioni, violenze, umiliazioni, in cui la fortuna di essere nati diventa troppo spesso fatica di vivere e amarezza. Ed è combattendo l’amarezza con l’ironia dell’intelligenza che un vecchio professore di lettere, in attesa che il figlio torni dall’ufficio per accompagnarlo in una casa di riposo, conversa con la moglie morta. È un dialogo al tempo stesso amoroso e conflittuale. Come commossa e crudele sarà l’ultima discussione con il figlio. Ritroveremo il vecchio anni dopo, rintanato come ogni pomeriggio nella soffitta della «Villa», intento a sfogliare un vecchio album di fotografie e a esercitare la sua ironia confidandosi con una piantina di basilico e una sedia vuota. A confrontarsi invece con il padre morto è Anna, una psicoterapeuta infantile, nella notte in cui viene a sapere della fuga da casa di un suo assistito, un ragazzo violato da un’infanzia di indifferenza e disamore. Comparirà anche lui, in questa notte, e costringerà Anna a un impietoso, feroce bilancio del proprio vissuto, dominato da quel padre attore famoso e geniale, del cui fascino lei è sempre stata adoratrice e vittima. Nella terza e ultima stanza, un figlio stanco ed esasperato è alle prese con la grottesca demenza della vecchia madre. Ma sarà quella stessa madre, giovane e presente nel ricordo – come giovane e presente è anche il padre scomparso da anni – a suggerirgli in un momento di lucida dolcezza: «Capirai alla fine che con quella povera testa delirante e confusa se n’è andato un mondo…». Nella struttura di questo libro dunque diventano personaggi, agiscono e parlano tra loro i vivi, i morti e i ricordi. Ma anche i rimorsi e i desideri. A che mondo appartiene questo convegno fantasmatico in tre stanze? Semplicemente al mondo della letteratura, luogo sospeso tra cielo e terra, nel quale, come ci insegna Amleto, «esistono più cose di quante la tua filosofia conosca».

Finché notte non sia più - Novita Amadei
Neri Pozza - 3 novembre 2016
P. 240 - 16.50 €
All’alba di un nuovo anno, Caterina giunge in Francia dove sua zia Liliana si è stabilita dopo il fatale incontro con un turista francese. Nel borgo, antico come un aratro, sembra che il tempo non calchi mai la mano: campi coltivati a orzo, frutteti per trarvi conserve e marmellate, forni a legna dove cuocere il pane dal sapore acidulo del lievito madre, tutto sembra ubbidire a un placido scorrere degli anni e delle ore.
Capelli biondo ruggine e, dipinta sul volto, la bellezza senza compromessi della gioventù, Caterina ha lasciato Roma, con i suoi androni scrostati e le strade chiassose, per sfuggire all’abbraccio soffocante di sua madre e trovare la propria via nel mondo. Conclusi gli studi, ha raggiunto zia Liliana con la prospettiva di un lavoro in un poliambulatorio e l’idea di dare una mano nella conduzione del Liliane Coiffure, un lindo salone di parrucchiera dalle poltroncine viola che la zia ha aperto in quel borgo nel sud della Francia.
Un giorno capita nel salone un vecchio signore con una massa scompigliata di capelli e una mano tremante abbandonata lungo la gamba. Si è ferito alla fronte nel tentativo di accorciarsi da solo i capelli, ed è in imbarazzo tra quelle poltroncine viola, i vasi di ranuncoli e le riviste di moda impilate negli angoli. Fuggirebbe, se non fosse per l’accoglienza che gli riserva Caterina, che si prende subito cura di lui.
Come due anime che si sfiorano e si riconoscono, Caterina e Delio, il vecchio signore, comprendono all’istante che il filo del destino li unisce. La sera stessa la ragazza riempie una valigia e si stabilisce nel casolare accanto alla casa di Delio. Il vecchio vive solo, circondato da una terra dura, con malerbe che crescono ovunque e cumuli di sterpaglie affastellati lungo i camminamenti dell’orto, quell’orto che sua moglie Teresa coltivava con cura prima che la malattia se la portasse via. Caterina non tarda a capire che un’altra mancanza grava sul cuore malandato del vecchio: Daniele, il figlio che la foto sulla credenza raffigura come un giovane uomo prestante, coi capelli un po’ lunghi e un’aria sfrontata, è assente da casa da più di quattro anni. In paese, dove tutti parlano di lui e qualche ragazza lo nomina con il rimpianto di una ex innamorata, si sussurra che una grave offesa l’abbia spinto a rifiutare ogni contatto col padre.
Quando, però, dopo una caduta, Delio cede alla vecchiaia e si mette a letto col volto scavato dalla stanchezza della vita, Daniele compare sull’uscio di casa. E Caterina, tormentandosi una ciocca di capelli, lo accoglie con un sorriso di disagio, il cuore impazzito.
Appassionante romanzo sull’educazione sentimentale di una giovane donna, scritto con una prosa delicata capace di ritrarre magistralmente i moti più profondi dell’animo, Finché notte non sia più costituisce una splendida conferma del talento dell’autrice di Dentro c’è una strada per Parigi.

Perdersi - Charles D'Ambrosio
Minimum Fax - 3 novembre 2016
P. 312 -18.00 €
Perdersi è un libro che ci regala qualcosa di prezioso: la libertà di esplorare, il piacere di abbandonare le idee precostituite e abbracciare l’incertezza. D’Ambrosio instaura infatti un dialogo intimo con il lettore e, attraverso una prosa armoniosa ed equilibrata e uno stile geniale e frizzante, lo coinvolge in una conversazione continua con se stesso.
La raccolta – che si colloca nella tradizione del New Journalism di Joan Didion e Hunter Thompson – si apre con due saggi mozzafiato ambientati a Seattle, luogo natale dell’autore, dissertazioni ironiche e decisamente folli sulla città prima che diventasse di moda, passando poi a un brillante scritto su Il giovane Holden in cui si esplora la perdita di identità. Ma che parli di una città, un personaggio o la sua stessa storia familiare, è l’isolamento il grande soggetto di D’Ambrosio che in Perdersi, attraverso il linguaggio del saggio narrativo, sfida le convinzioni mettendosi in discussione in un modo che una storia o un racconto breve non avrebbero permesso. Un esempio lucido e spettacolare di moderno romanzo.

Dentro c'è una strada per Parigi - Novita Amadei
Beat Edizioni - 3 novembre 2016 
(prima pubblicazione con Neri Pozza 2014)
P. 176 - 9.00 € 
Adele passeggia per le strade del suo quartiere a Parigi, e sembra fragilissima nel suo cappotto sbilenco di lana beige. Ha ottant'anni, e la città si schiude davanti ai suoi occhi come un paesaggio lontano ed estraneo: gallerie d'arte al posto di calzolai, corniciai e botteghe passate per secoli di padre in figlio; corridoi di supermercati anziché la lunga e rassicurante fila di negozietti di un tempo. Sébastien, suo figlio, vive a Londra, dove continua a trascurarla e a non condividere con lei pensieri e affetti. Il giorno in cui, dopo il secondo ictus, suo marito se n'è andato, Adele ha pianto, ma soltanto perché si è sentita colpevolmente sollevata. Era diventato irriconoscibile, come "una statua con gli occhi strabuzzati", ha osato confessare a Martha, la giovane donna che vive con la figlia di tre anni nell'appartamento affianco al suo. Fino a qualche tempo fa Martha era sposata e, da agente immobiliare, aveva la testa piena di nozioni di estimo, norme di diritto, leggi fiscali, regolamenti edilizi. Poi divorzio e disoccupazione hanno vinto per lei ogni altra combinazione di problemi. Adele, Martha, Eline: tre donne sole e inquiete, alla ricerca di un posto del mondo dove stare e ritrovarsi o, come dice la più piccola delle tre, di una strada che le riporti a casa. La solitudine sembrerebbe irrimediabile, se l'amore non facesse nuovamente irruzione nella loro vita a indicare che è nel cuore che c'è una strada per Parigi.

Una cosa che volevo dirti da un po’ - Alice Munro
Einaudi - 29 novembre 2016
P. 280 - 19.50 €
Queste storie sono accomunate da riflessioni postume su un passato che tramanda i suoi misteri senza risolvere rancori, invidie e amori complicati e cattivi. Senza nessuna garanzia che gli anni possano spegnere gli incendi della giovinezza, che non smettono di consumare l'ossigeno delle relazioni. Quella tra le sorelle Et e Char, per esempio, avvinghiate l'una all'altra più dal risentimento che dall'affetto, o quella tra Val e Cam, in "Perdono di famiglia", dove l'insofferenza della sorella per l'eterna accoglienza benevola riservata dalla madre al figliol prodigo, si risolve nella rivendicazione del diritto a non perdonare, mai. Nel racconto finale dilaga l'acqua torbida e scura del rapporto tra madre e figlia: "La valle dell'Ottawa" è costruito come un collage, una sorta di album di famiglia per quadri successivi e per viaggi paralleli nel passato. Un racconto ambizioso per complessità di struttura e profondità di analisi, ma soprattutto, come oggi sappiamo, la promessa di altre storie a venire...

L'ultima famiglia di Istanbul - Ayse Kulin
Newton Compton Editore - 3 novembre
P. 304 - 12 €
19 gennaio 1995. Il corpo senza vita di Aylin Devrimel Nadowlsky Goldberg viene ritrovato nel suo giardino.
La sua scomparsa è uno shock: Aylin era una persona ammirata e piena di talento, chi può aver voluto la sua morte? Chi, fra le molte persone che ha aiutato, le poche che ha ferito, e quelle che ha abbandonato può essersi trasformato in un assassino?
Nel corso della sua vita, Aylin è stata molte cose: un’esile e timida ragazzina, una bellissima giovane donna, la sposa di un dispotico principe libico, un’ambiziosa studentessa di medicina. È stata una seduttrice, un’insegnante, una stimata psichiatra e un tenente colonnello dell’esercito americano. Ma soprattutto ha amato con tutta se stessa e ha perseguito la verità e la felicità senza arrendersi mai. Perché in ogni ruolo che si è trovata a ricoprire, Aylin ha messo il suo cuore, la sua mente, la sua anima.

Una vita straordinaria, piena di passione e di avventura, che si è conclusa troppo presto…

Racconti del mistero di Charles Dickens - Nero Dickens
Marsilio - 3 novembre 2016
P. 208 - 15 €
Seppur non manchino spettri e stregate visioni, non è il soprannaturale di per sé il segno forte di questi racconti di Dickens, ma piuttosto il mistero: mistero di passioni devastanti e maniacali ossessioni, oscuri ed enigmatici presagi di un destino incombente o torturanti memorie di un passato lontano. E ancora, mistero di parole che tornano implacabili a scandire i tempi della vita e i percorsi del racconto, mistero di sguardi e gesti indecifrabili - coprirsi gli occhi con un braccio, seguire compulsivamente con la mano le fibre di una stuoia -, di strani anomali personaggi e di ambigue storie in cui si sfuma il confine tra realtà e allucinazione, ragione e follia, vita e morte. Storie tanto più inquietanti quanto più calate in quel contesto, e linguaggio, “realistico”, di cui Dickens è maestro insuperabile, che puntualmente viene smantellato nelle sue labili, illusorie certezze. Alla forza immaginativa di questo contrasto contribuisce il particolare genere di molti dei testi qui presentati, che sono brevi narrazioni in sé compiute inserite nei romanzi (Il Circolo Pickwick, La piccola Dorrit, Un racconto di due città), con la funzione di spezzare il flusso del reale e, quasi inavvertitamente, passare il testimone da personaggi realistici, comici o convenzionali, a cupe, spettrali figure della trasgressione: pazzi, assassini, padri maledetti e crudeli, spose dementi e disperate. Unico racconto autonomo a tutti gli effetti è lo splendido Linea secondaria nr. 1. Il casellante, da molti considerato il più bello di Dickens: il tetro buco nero della galleria ferroviaria sul quale balugina a tratti una tetra luce rossa a segnalare un pericolo sconosciuto e palpabile, fantasmatico e reale, può ben essere assunto a immagine-simbolo dello spazio in cui si muovono questi racconti, e in cui vertiginosamente si confondono le nostre luci e le nostre ombre.

Hygge - Louisa Thomsen Brits
Sperling&Kupfer - 29 novembre 2016
P. 192 - 15.90 €
Cosa c’è di più bello che accoccolarsi sulla propria poltrona preferita, nel tepore di una coperta sorseggiando cioccolata alla cannella? Oppure di preparare una cena per gli amici, piatti semplici, una composizione floreale come centrotavola e la luce soffusa delle candele? Questo è Hygge, l’antica tradizione danese che rende speciale ogni luogo e ogni momento, creando un senso di intimità e comfort.
In questo libro è racchiuso il segreto del viver bene: tanti consigli e suggerimenti per riscoprire i piaceri quotidiani, gustarsi l’attimo e scandire la giornata con innocenti (ma piacevolissime) coccole.

Max un eroe per amico - Jennifer Li Shotz
Sperling&Kupfer - 29 novembre 2016
P. 240 - 18.90 €
Quando il fratello maggiore Kyle viene ucciso in Afghanistan, il giovane Justin non riesce a crederci. Ma il fratello ha lasciato qualcosa dietro di sé, o meglio qualcuno… Max, il cane che era con lui sul campo di battaglia e che ora, traumatizzato dalla morte della sua guida, non è più in grado di prestare servizio. Max viene quindi mandato in America e adottato dalla famiglia del ragazzo. Tra Max e Justin si crea presto un intenso legame e i due imparano a fidarsi l’uno dell’altro. È l’inizio di un’amicizia speciale e un’avventura adrenalinica, che porterà alla luce ciò che è realmente accaduto a Kyle in Afghanistan.

Fazi Editore - 10 novembre 2016
P. 324 - 10.50 €
A oltre vent’anni dalla morte di John Williams, i suoi romanzi sono amati da milioni di persone nel mondo e considerati fra i migliori esemplari di narrativa americana del ventesimo secolo, tanto che i lettori iniziano a chiedersi: che storia si nasconde dietro a Stoner? Chi è l’uomo che scrisse questo romanzo perfetto?
«A volte basta guardare una persona per sapere quanto sia stata interessante la sua vita», osserva Anne Marie Candido, la curatrice delle carte di John Williams. E con il tempo il volto dello scrittore si era riempito di rughe, segni inequivocabili di una vita piena e sofferta e di una quotidiana ed estenuante lotta per essere riconosciuto come romanziere.
Probabilmente con Stoner Williams ha voluto esorcizzare la sua paura di morire nell’anonimato, come accade al protagonista del suo capolavoro: un ragazzo di campagna del Missouri che diventa professore, si accontenta di una vita senza scossoni e mantiene un atteggiamento di passiva e serena accettazione per tutto ciò che accade. Williams invece è il contrario: anch’egli di estrazione contadina, procede ostinatamente in salita e non demorde. Il romanziere e il suo doppio sono entrambi infelici ma, se Stoner è un tipo accomodante e comprensivo, Williams ha invece un carattere impossibile ed è ossessionato da un unico pensiero: essere preso sul serio come artista. Il paradosso che gli si para davanti è che, proprio quando la strada si spiana e il suo talento pare trovare il pubblico riconoscimento, lui non ha più molto da dare e da dire: ha già speso le sue energie migliori e si richiude in una spirale di autodistruzione, tra alcol, fumo e risentimento nei confronti del mondo letterario e di quello accademico.
Attraverso una biografia meticolosa, coinvolgente e ben scritta, possiamo finalmente scoprire chi è l’uomo che sta dietro a un’opera straordinaria come Stoner, ma anche ad altri tre ottimi romanzi, Nulla, solo la notte, Butcher’s Crossing e Augustus, con il rimpianto di avergli riconosciuto la gloria troppo tardi ma con la consapevolezza di aver scoperto un piccolo e discreto eroe dei nostri giorni.

Mary Lavelle - Kate O'Brian
Fazi Editore - 10 novembre 2016
P. 324 - 18.50 €
Irlanda, 1922. La giovane Mary Lavelle intraprende un lungo viaggio per raggiungere Altorno, in Spagna, dove l’attende un incarico di istitutrice e insegnante di inglese presso la famiglia Areavaga. La decisione del fidanzato John di rimandare le nozze, in attesa di una più soddisfacente stabilità economica, è solo il pretesto della partenza. La verità è che Mary intende seguire, finalmente, l’impulso all’indipendenza, e la Spagna risponde perfettamente al suo bisogno d’avventura. I colori sconvolgenti del paesaggio, il carattere misterioso e infuocato degli abitanti, l’eleganza e il sangue della corrida colpiscono profondamente la giovane, iniziata ai misteri dell’affascinante paese del Sud dal circolo delle “miss” irlandesi che vi abitano da molti anni. Una di loro le confesserà di amarla, in due pagine di sincera intensità che, nel 1936, costarono al libro la censura immediata. Ma Mary è destinata a ricambiare, con grande sensualità, l’amore di Juanito, il figlio sposato degli Areavaga, provocando lo scandalo che segnerà la vita di tutti.

Le cure domestiche - Marilynne Robinson
Einaudi - 15 novembre 2016
P. 208 - 15.80 €
Quando le acque gelide del lago di Fingerbone si chiudono su un'altra anima, in città a occuparsi di Ruth e Lucille, le due bambine rimaste orfane, torna la giovane zia Sylvie. Sylvie indossa abitini leggeri sotto il cappotto informe, ama la luce e gli spazi aperti e viaggia per l'America sui treni merci. Sa che il miglior antidoto alla perdita è non avere e crede che la casa sia piú un luogo dell'anima che di regole e mattoni.



Il maestro delle ombre - Donato Carrisi
Longanesi - novembre 2016
P. 400 - 18.60 €
Marcus, il cacciatore del buio, questa volta dovrà combattere contro il tempo e contro un male oscuro, che paralizza la città eterna e nega agli uomini la verità e la luce. Una Roma così buia non l'avete mai vista - Fu il primo dei tribunali della Curia romana ecclesiastica, ed è istituito per le questioni di coscienza. Le sue origini risalgono al XIII secolo, quando per autorità di Innocenzo IV i penitenzieri di Roma si costituirono in collegio sotto la presidenza di un cardinale. Il suo potere giurisdizionale variò secondo i tempi, ma è certo che la Penitenzieria si sia occupata e continui ad occuparsi di cose oscure, indicibili e pericolose. Come fu in epoca controriformista per le suppliche dei condannati a morte per stregoneria. La Santa Penitenzieria Apostolica è anche altrimenti conosciuta come: il tribunale delle anime. E' qui che Bene e Male giocano la loro partita con il destino degli uomini. Il tribunale infatti si occupa dell'archivio criminale più imponente che esista al mondo, quello delle confessioni dei peccati più gravi. E' per questo che esistono i penitenzieri: sono loro la presenza segreta su molte scene del crimine, sono loro che sono alla costante ricerca di ciò che l'occhio di un semplice detective non può scorgere. Un'anomalia.

Il labirinto degli spiriti - Carlos Ruiz Zafòn
Mondadori - novembre 2016
P. 832 - 23 €
Barcellona, fine anni '50. Daniel Sempere non è più il ragazzino che abbiamo conosciuto tra i cunicoli del Cimitero dei Libri Dimenticati, alla scoperta del volume che gli avrebbe cambiato la vita. Il mistero della morte di sua madre Isabella ha aperto una voragine nella sua anima, un abisso dal quale la moglie Bea e il fedele amico Fermín stanno cercando di salvarlo. Proprio quando Daniel crede di essere arrivato a un passo dalla soluzione dell'enigma, un complotto ancora più oscuro e misterioso di quello che avrebbe potuto immaginare si estende fino a lui dalle viscere del Regime. È in quel momento che fa la sua comparsa Alicia Gris, un'anima emersa dalle ombre della guerra, per condurre Daniel al cuore delle tenebre e aiutarlo a svelare la storia segreta della sua famiglia, anche se il prezzo da pagare sarà altissimo. Dodici anni dopo L'ombra del vento, Carlos Ruiz Zafón torna con un'opera monumentale per portare a compimento la serie del Cimitero dei Libri Dimenticati. Il Labirinto degli Spiriti è un romanzo inebriante, fatto di passioni, intrighi e avventure. Attraverso queste pagine ci troveremo di nuovo a camminare per stradine lugubri avvolte nel mistero, tra la Barcellona reale e il suo rovescio, un riflesso maledetto della città. E arriveremo finalmente a scoprire il gran finale della saga, che qui raggiunge l'apice della sua intensità e al tempo stesso celebra, maestosamente, il mondo dei libri, l'arte di raccontare storie e il legame magico che si stabilisce tra la letteratura e la vita. Carlos Ruiz Zafón è uno degli scrittori più conosciuti nel panorama della letteratura internazionale dei nostri giorni e l'autore spagnolo più letto in tutto il mondo dopo Cervantes. Le sue opere sono state tradotte in più di cinquanta lingue. Ha cominciato la sua carriera nel 1993 con un libro per ragazzi, Il Principe della Nebbia, che, insieme al Palazzo della Mezzanotte e alle Luci di settembre, forma la "Trilogia della Nebbia". A questa serie è seguito poi Marina. Nel 2001 ha pubblicato L'ombra del vento (Mondadori, 2004), il primo romanzo della saga del Cimitero dei Libri Dimenticati, che comprende Il gioco dell'angelo, Il Prigioniero del Cielo e Il Labirinto degli Spiriti: un universo letterario che si è trasformato in uno dei più grandi fenomeni editoriali dei cinque continenti. I suoi romanzi, in Italia, sono tutti pubblicati da Mondadori.

Caino - Elisabetta Cametti
Cairo - 10 novembre 2016
P. 480 - 18.90 €
Veronika Evans, discussa fotoreporter delle nobili cause, non vuole più saperne di collaborare con il NYPD: ha ancora negli occhi la scia di sangue dell’ultima indagine, l’orrore della verità nel cuore. Per rimettere insieme i pezzi, è volata in Groenlandia a documentare la silenziosa mattanza delle foche, ma il passato la raggiunge anche dall’altra parte del mondo.
Fisher, il capo del Detective Bureau, ha bisogno di lei a New York: sotto i leoni di pietra della Public Library è stato rinvenuto il cadavere di una donna. Seduta, truccata, in abito da sera: una scena del crimine che sembra un’installazione contemporanea. Sono i giorni della 35esima Esposizione Internazionale di Arte Moderna, in cui si festeggia il gemellaggio artistico tra New York e la Biennale di Venezia. Nella schiera di artisti famosi, uno si è trasformato in killer per realizzare un capolavoro senza precedenti. Firma gli omicidi con degli enigmi che conducono a un altro serial killer, dietro le sbarre di un carcere di massima sicurezza in attesa di essere giustiziato. Ma pronto a mettere in atto la propria vendetta.
Due assassini, due modus operandi. Un solo legame: una donna scomparsa a Londra da oltre un decennio.
Quando il quadro indiziario sembra delinearsi, tra le pieghe della strategia omicida spunta la vera minaccia: un piano criminale più esteso, che somma moventi differenti e coinvolge altri killer. Follower. Uniti dallo stesso passato e determinati a fare in modo che il 29 diventi una data da ricordare. A New York, in Virginia e a Venezia. Perché è il giorno dell’esecuzione, della vendetta. Della strage.

Rifondata sulla bellezza - Emilio Casalini
Spino Editore - 2016
P. 208 - 12 €
Dobbiamo togliere la polvere dalle mensole della nostra storia e far risplendere di luce naturale ciò che vi è sopra. Luce autentica, non artificiale. È la nostra identità. Dobbiamo esserne anche pienamente consapevoli, in modo che ci venga spontaneo raccontarlo in modo naturale e affascinante, perché è la nostra coscienza. E infine è necessario capire che l’ospite è sacro, va trattato come noi vorremmo essere trattati. Accolto in un ambiente pulito, ordinato, come quando un ospite importante entra in casa nostra e noi sistemiamo con cura le sedie, i cuscini sul divano, laviamo i piatti, diamo una pulita al pavimento e gettiamo la spazzatura. Eccole qui le chiavi per far funzionare il turismo: identità, coscienza e rispetto.

E ora ditemi lettori, quale titolo ha attirato la vostra attenzione?
Aspetto di sapere cosa regalerete e cosa VI regalerete!